Intervista su TopLegal (giugno/luglio 2022)

Il testo integrale dell’intervista concessa alla redazione di TopLegal lo scorso 27 maggio, pubblicata in forma sintetica sull’ultimo numero (giugno/luglio 2022) di TopLegal Review nell’articolo titolato “Parola Angelini. La scommessa della boutique”. Un sentito ringraziamento alla redazione di TopLegal per questa opportunità e per l’attenzione dimostrata nei confronti del nostro progetto.

Cosa ha spinto i soci a uscire da uno studio internazionale e da una boutique per avviare un’altra boutique? 

Una visione chiara della nuova stagione che attende il Paese, della domanda di servizi legali che la accompagna e dei valori che riteniamo dovrebbero guidare l’esercizio della nostra professione. Del resto, per dominare una distruption come quella che stiamo vivendo, l’unico modo è guidarla dall’interno, internalizzandola tanto sul fronte dei servizi offerti che dei processi.  

Parola Angelini riflette l’esperienza ventennale dei suoi fondatori che ha attraversato alcune delle maggiori realtà operanti nel Paese. È una “start-up” nel settore dei servizi legali che, coniugando il meglio dell’approccio delle law firm internazionali con i tradizionali punti di forza delle boutique italiane, coltiva grandi ambizioni perché riteniamo che solo in questo modo si possano raggiungere risultati importanti. 

La nostra è una realtà fortemente radicata nel tessuto imprenditoriale e istituzionale del Paese che opera con lo sguardo rivolto ai mercati internazionali e un approccio necessariamente glocale. Puntiamo sull’eccellenza tecnica, sulla sartorialità delle soluzioni che offriamo ai nostri clienti, nei grandi deal come nel contenzioso, e sulla capacità di esprimere una thought leadership. 

Parola Angelini è innanzitutto uno studio legale che vuole interpretare un nuovo paradigma. Siamo una realtà specializzata nei settori dell’energia e delle infrastrutture che riteniamo essere, unitamente alle parole d’ordine della digitalizzazione e della sostenibilità, i principali driver di trasformazione del Paese, tanto del settore privato quanto del pubblico, attraversando trasversalmente tutti gli altri settori industriali. 

La nostra è perciò una business proposition molto diversa da quella di una boutique. Nasce dall’ascolto dei nostri clienti e si è progressivamente strutturata attraverso il costante confronto con alcuni dei maggiori leader del settore pubblico e privato. Ciò ci ha portato a riflettere sulla crescente convergenza tra le dinamiche del settore dell’energia e l’esigenza di investimenti infrastrutturali e, nello stesso tempo, sulla trasversalità delle nostre maggiori aree di specializzazione rispetto a tutti gli altri settori industriali, inclusa la stessa pubblica amministrazione, e dunque sulla crescente richiesta di competenze distintive, track record e un approccio da veri first mover. Nessuna realtà tra quelle operanti nel nostro Paese può vantare un team di 15 professionisti, con un significativo ulteriore potenziale di crescita, capaci di coprire a tutto tondo i settori dell’energia e delle infrastrutture. 

Parola Angelini è perciò un unicum nel panorama legale italiano e siamo orgogliosi di esserlo. 

La flessibilità in termini operativi e nel tariffario è uno dei motivi cha ha spinto i soci ad avviare un’altra realtà?   

Le nostre tariffe sono assolutamente in linea con quelle solitamente applicate dai leader del mercato legale, quali noi siamo nei nostri specifici ambiti.  

Affrontare uno scenario distruptive come quello attuale semplicemente ragionando in termini di flessibilità tariffaria equivarrebbe al cercare di scorgere il futuro guardando nello specchietto retrovisore. 

Battute a parte, un cambio di paradigma come quello che sta alla base del progetto Parola Angelini richiede invece una visione capace di guardare oltre, evitando di ignorare quei segnali che solo un proficuo e costruttivo rapporto con i clienti è in grado prevenire, ponendo le basi per il successo a lungo termine. 

Sono previsti inserimenti nei prossimi mesi e se sì in quali aree e a che livello di seniority?

We are hiring! La nostra è una piattaforma in costante evoluzione. Dal lancio dello studio ad oggi, con cadenza settimanalmente, si sono aggiunti professionisti provenienti dai maggiori studi legali del Paese. Rosaria Arancio da Grimaldi e Ignazio D’Andria da Legance, solo per ricordare alcuni ingressi recenti. Altri professionisti senior ci raggiungeranno nelle prossime settimane.

È una conferma dell’attrattività della nostra business proposition e, nello stesso tempo, una straordinaria opportunità di radunare intorno al nostro progetto alcuni dei migliori talenti del panorama legale italiano. Non a caso guardiamo sempre con interesse l’inserimento di giovani colleghi ad alto potenziale.

Il team è, comunque, già oggi in grado di coprire tutte le practice rilevanti per le industry di cui ci occupiamo, tra cui Corporate/M&A, Project Finance, Public Law, Regulatory/Antitrust, Real Estate e Litigation. 

Allargherete la partnership ad altri professionisti?

Certamente, con gradualità. Sia facendo crescere i nostri talenti interni sia, laddove ne sussistano i presupposti, guardando a potenziali lateral in grado di sviluppare ulteriori sinergie. 

Democrazia e liberalismo: un connubio da ripensare?

Si terrà mercoledì 25 maggio 2022 alle ore 14, nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Scienze Giuridiche e Politiche, il seminario di studi interdisciplinari sulle relazione tra democrazia e liberalismo organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche e Politiche dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, nell’ambito del quale saranno esposti i risultati di un recente lavoro di ricerca promosso dall’Istituto di Studi Politici San Pio V.

A discuterne ci saranno gli autori di alcuni dei saggi contenuti nel volume edito da Editrice Apes, intitolato “Democrazia e liberalismo: un connubio da ripensare?“: il Prof. Maurizio Serio, Associato di Storia delle Dottrine Politiche nell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, il Prof. Antonio Campati, Ricercatore di Filosofia Politica nell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Prof. Fabio G. Angelini, Straordinario di Diritto Amministrativo nell’Università Telematica Internazionale Uninettuno.

La registrazione del seminario è disponibile su ➡️ https://m.youtube.com/watch?v=nA82zU9bTGA&feature=youtu.be 📺

Nasce “Parola Angelini”, il nuovo studio legale Energia e Infrastrutture al cuore dell’assistenza legale strategica 

Oggi inizia una nuova fase della mia carriera.

Dopo aver collaborato con alcune delle più importanti realtà del panorama legale italiano e fondato nel 2013, a seguito del decisivo incontro professionale e umano con il Prof. Scoca, straordinario maestro a cui sarò sempre grato per la fiducia e il costante incoraggiamento, la mia boutique di diritto amministrativo, ho deciso di dedicarmi a un nuovo progetto di innovazione e eccellenza per dare spazio alla voglia di imprenditorialità, professionalità e integrità che da sempre hanno caratterizzato il mio percorso professionale.

In quasi venti anni di professione ho avuto l’onore di incontrare e lavorare con persone eccezionali, confrontandomi con circostanze talvolta complesse e sfidanti. La vita è fatta di circostanze, situazioni, eventi che segnano il nostro cammino. ‘Unire i puntini” è perciò il presupposto indispensabile per guardare al futuro con rinnovata consapevolezza e visione, per costruire quello che si vuole essere e diventare, con l’auspicio di lasciar traccia e contribuire al bene comune.  

Con il mio amico e socio Lorenzo Parola e con un team straordinario intendiamo fare proprio questo. Si apre ora una nuova ed emozionante fase professionale in un momento storico tra i più importanti e pieni di attese per il nostro Paese.

#innovazione #eccellenza #futuro #thoughtleadership #energia #energytransition #infrastructure #ESG #sostenibilità #PNRR #ecologicaltransition #publicsector

@andrealeonforte @rosariaarancio @gianlucagrea @andreacoluzzi @ignaziodandria @martinacaldelari @cristinamastromarino @cristinanardo @dariovedovati @mariellamauriello @antoniofranzé @danieledipaolo @piereliaviviani @corinnareale

Seminario di studio della rivista “Power and Democracy”

Mercoledì 27 aprile 2022 alle ore 14:30 si terrà un seminario di studio organizzato dalla rivista “Power and Democracy” dal titolo 

Democrazia, liberalismo, sovranità. Percorsi di ricerca tra politica, filosofia e diritto”.

Sarà possibile partecipare in dual mode: in presenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (aula G112) e online su una stanza virtuale Teams: Fai clic qui per partecipare alla riunione

Per partecipare in presenza è necessario inviare una mail entro il 22 aprile 2022 a: antonio.campati@unicatt.it

Tra pandemia e conflitto ecco la spirale anti-democratica

di Flavio Felice, Fabio G. Angelini (Avvenire, 24 marzo 2022)

La crisi ucraina e, prima di essa, la pandemia segnano un punto di non ritorno per l’Occidente. Viviamo un’epoca contrassegnata da tensioni tra visioni e paradigmi diversi, da transizioni che se aprono opportunità, generano anche conflitti, ponendo a rischio i princìpi su cui si reggono le nostre società.

La gestione dell’emergenza coronavirus e gli strumenti Ue di ripresa e resilienza avevano già innescato nuovi processi destinati a produrre cambiamenti nel sistema economico e produttivo, nelle nostre abitudini di lavoro e di investimento, nelle relazioni tra Ue e Stati membri, nel modo di governare, nella percezione dell’importanza delle politiche pubbliche a tutela della salute e dell’ambiente. Eppure, proprio l’impegno dei pubblici poteri nella gestione di questa crisi e lo scontro bellico, economico e culturale in atto tra una visione liberale dei processi democratici e una autocratica dovrebbero indurci a riflettere sugli strumenti da essi adottati. Tale riflessione assume una specifica idea di ecologia: quella umana integrale, essenziale al nutrimento dei princìpi suddetti, perché la salute della democrazia è una componente di tale ecologia, almeno quanto la salute della biosfera.

La complessità del mondo contemporaneo e i condizionamenti delle numerose varianti dell’ideologia che in questi ultimi anni si è imposta come contraltare ai sistemi liberal-democratici impongono una rinnovata consapevolezza sulla centralità dell’ecologia umana quale presupposto essenziale per un ordine economico e politico al servizio dello sviluppo umano integrale e della pace tra i popoli. Sappiamo che nelle situazioni di emergenza può trovare giustificazione l’esercizio di poteri straordinari e talvolta finanche extra ordinem.

Tuttavia, le modalità con le quali tali poteri vengono esercitati, specie sotto il profilo della loro reale giustificazione, della proporzionalità rispetto all’interesse generale perseguito e della loro temporaneità, non possono essere trascurati in quanto incidono significativamente sulle dinamiche politiche, economiche e culturali. I timori legati all’emergenza pandemica e, oggi, il clima di angoscia collettiva dovuta allo scoppio della guerra si inseriscono in un quadro istituzionale già segnato da una profonda crisi della rappresentanza e da una costante messa in discussione dei diritti fondamentali della persona umana. Tali criticità determinano importanti debolezze strutturali che, se non sanate, rischiano di minare non soltanto il tessuto economico ma anche quello sociale tout court. Il riferimento è ad ambiti come la famiglia, la scuola e la salvaguardia del nostro ambiente, intesi come dimensioni costitutive delle società moderne.

Di fronte al dramma causato dall’aggressione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo e alle sfide portate in questi ultimi anni dalla spavalda avanzata di autocrazie e di forze politiche sovraniste e populistiche, in Europa come negli Usa, sorge spontanea la domanda se le nostre claudicanti democrazie liberali saranno capaci di affrontare crisi globali come quelle in atto. Saranno capaci le istituzioni liberali e democratiche di fronteggiare lo stato di emergenza permanente senza scivolare nella destabilizzazione o cedere all’autoritarismo? L’emergenza sanitaria e l’angoscia bellica non fanno altro che accelerare o porre in evidenza processi di fondo già in atto da tempo, ponendoci di fronte al fatto che il potere è in grado di esercitare la sovranità, sospendendo parti dell’ordinamento. Se questo è stato possibile, chi può garantire che ciò non possa ripetersi in futuro? Su questo terreno, potere politico, interessi economici e dinamiche dell’opinione pubblica sembrano intrecciarsi, lasciando le democrazie prive di idonei strumenti per difendersi.

A questo si aggiunge il rischio dell’emersione di una vera e propria deriva disumanizzante nei processi democratici, rappresentata dall’eventualità che le tecnologie digitali (anche eterodirette in modo ostile), invece di porsi quali opportunità, possano diventare un grimaldello per scalfire le pareti di una democrazia già traballante. In un contesto così allarmante, l’opinione pubblica sembra sfilacciata e scoraggiata, sempre più disponibile – in molti suoi settori – a credere a facili ricette, a privilegiare il perseguimento di interessi immediati, a delegare al «capo» del momento, piuttosto che partecipare a processi cooperativi-competitivi, fondati sul comune rispetto di giuste regole, indispensabili alla vita di una democrazia inclusiva, capace di sostenere lo sviluppo umano integrale di tutti e di ciascuno. Ma da questa spirale non ci si può lasciar stritolare.

Servizio pubblico, concorrenza e sussidiarietà: il ruolo del privato nel SSN

Con il cd. DdL Concorrenza (A. S. 2469)“Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021”, il Legislatore ha deciso di intervenire, nella Sezione V del provvedimento dedicata alla “Concorrenza e tutela della salute” per la “Revisione e trasparenza dell’accreditamento e del convenzionamento delle strutture private” (art. 13) con il quale si recano modifiche all’art. 8-quater, comma 7 del d.lgs. 502/1992 (il “Decreto 502”), si introduce il comma 1-bis all’art. 8-quinques del Decreto 502 e si modifica il comma 2 del medesimo articolo.

Con l’obiettivo di migliorare questa riforma nella prospettiva della tutela del servizio pubblico, della promozione della concorrenza e del principio della sussidiarietà orizzontale, ho assistito l’Associazione Italiana Ospedalità Privata #AIOP in occasione dell’audizione innanzi alla 10^ Commissione “Industria, Commercio e Turismo” del Senato della Repubblica.

Il #SSN, come dimostra l’esperienza della pandemia, è un bene pubblico prezioso che va tutelato e promosso in tutte le sue componenti, preservandolo da approcci ideologici – sia in un senso che nell’altro – incompatibili con la rilevanza costituzione del diritto alla #salute, così come riconosciuto sia nell’ordinamento interno che in quello eurounitario. Il ddl #concorrenza (A.S. 2469) “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021”, nella parte in cui introduce alcune modifiche (art. 13 – Revisione e trasparenza dell’accreditamento e del convenzionamento delle strutture private) all’attuale sistema di accreditamento e convenzionamento delle strutture sanitarie private (d.lgs. 502/1992), è stato oggetto del parere che ho rilasciato in occasione dell’audizione di AIOP in Senato.

Una maggiore concorrenza nel settore sanitario è certamente auspicabile in quanto potenzialmente funzionale sia all’incremento della qualità dell’offerta pubblico-privata attualmente esistente, sia ad una maggiore efficienza allocativa della spesa sanitaria, specie con riferimento agli erogatori pubblici. Le previsioni del ddl concorrenza, tuttavia, riformando in chiave “appaltistica” il sistema dell’accreditamento-accordo previsto dal d.lgs. 502/1992, fondato sul principio di libera scelta dell’utente e sulla concorrenza virtuosa tra pubblico e privato nell’erogazione delle prestazioni a carico del SSN, rischiano invece di generare effetti potenzialmente distorsivi della concorrenza, che disincentivano gli investimenti, favoriscono le concentrazioni a discapito degli operatori privati di dimensioni più contenute e riducono la qualità dell’offerta dei servizi offerti dalle strutture private (a vantaggio di quelle pubbliche).

Anziché creare artificialmente un “mercato” delle strutture sanitarie private accreditate ai fini della contendibilità delle risorse del SSN, secondo le logiche tipiche (e i noti difetti) del settore degli appalti, l’esigenza di promuovere la concorrenza nel settore sanitario, evitando la chiusura anticoncorrenziale del sistema, dovrebbe piuttosto tradursi – in linea con l’insegnamento della giurisprudenza amministrativa – nell’esigenza di ribadire l’obbligo per le amministrazioni regionali di rivalutare periodicamente il proprio fabbisogno e, pertanto, di concedere nel rispetto dei principi di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza di cui alla l. 241/1990, nuovi accreditamenti alla luce di eventuali maggiori esigenze non coperte dall’attuale offerta pubblico-privata e nei limiti delle risorse disponibili, evitando in tal modo situazioni di eventuale saturazione della maggiore domanda sanitaria ad opera dei soli operatori già accreditati.

Addio Prof.

Ci ha lasciato il Prof. #FrancescoForte.

È a una discussione con lui e Flavio Felice su economia sociale di mercato, dottrina sociale della Chiesa e intervento pubblico nell’economia che devo i miei studi su costituzione e diritto pubblico dell’economia, i miei interessi per la public choice e la constitutional economics e quella prospettiva economico-costituzionale nello studio della disciplina (costituzionale e amministrativa) della finanza pubblica che ho poi sviluppato nelle mie due monografie nel tentativo di spiegare il fondamento logico-razionale dell’ordinamento fiscale e monetario eurounitario a partire dalle disfunzioni dello Stato pluriclasse e le rendite politiche.

Era il 2009, eravamo alla Pontificia Università Lateranense e il Tocqueville-Acton era solo un piccolo gruppo di giovani studiosi.

Grazie Prof., continuerai a ispirarci da lassù. Riposa in pace.

The EU economic-constitutional paradigm and the pandemic: between continuity and discontinuity?


TOWARDS A NEW ORDER? The Constitutional Law after the pandemic

November 12th, 2021 – University of Milano, Bicocca

***

Thank you all the organizers – and specially prof. Raffiotta and prof. D’Amico – for having me. I am honored to take part in this important congress.

I would like to focus on the impact the measures adopted by the EU in response to the pandemic have on our economic constitution. I intend to share a few remarks on the shift that, according to some, such measures (and, namely, NextGenerationEU) have allegedly brought about within the EU regulatory framework, distorting the economic-constitutional paradigm under the Treaties.

Despite this widespread conviction, the point that I would like to express is that, rather than disrupting the economic-constitutional paradigm of the EU, the measures adopted to contain the pandemic on an economic and financial level represent the natural development of such a paradigm. From this perspective, the new age of public interventionism that will take place within the framework of NextGenerationEU, in line with the rules and dynamics of interaction between internal and supranational legislation shaping that instrument, far from marking a retreat from the competitive economic order to the advantage of public intervention, is instead instrumental for such order. The logic of public interventions is pursued in support of the free market, typical of ordoliberal theories and economic constitutionalism. 

***

The economic measures adopted by the EU include monetary policies under the Pandemic Emergency Purchase Programme launched by the ECB, the temporary suspension of budgetary constraints, the loosening of banking supervision and competition rules and, finally, the actions envisaged by NextGenerationEU. Such measures were welcomed almost everywhere (and especially in Italy) as a liberation from the constraints on public intervention under the European economic constitution in terms of public support to businesses, debt financing of government spending and the constraint of price stability. 

The enthusiasm for this new phase of the integration process marked by NextGenerationEU can certainly be welcomed. Following the creation of the single market, the building and defence of the single currency and the implementation of European banking supervision, it was time to lay the legal and economic foundations for greater solidarity between the Member States and a genuine supranational redistributive function. 

The pandemic made it possible to overcome many political barriers and a lot of political resistance, speeding up an unavoidable process of sharing, although this is characterised by several uncertainties that require member states to enter into major commitments. The greatest uncertainty concerns the ability of this process to remain fully true to its constitutional basis, maintaining the competitive order of the market (microeconomic constitution) and preserving financial stability (macroeconomic constitution).  

***

We are on the verge of a new era of public interventionism that has been widely called for since the sovereign debt crisis. Compared to the past, the novelty of this era lies in the fact that public intervention is endorsed and financially supported by the European Union. To this end, the EU froze those constraints that were seen by many as an undue compression of sovereignty and a denial of our constitutional paradigm. 

This change of strategy, the scope of which is such as to disorient even the best interpreter, could appear to be a backwards step with regard to the entire constitutional structure that hitherto formed the fabric of the integration process. This would not, however, seem to be the only possible interpretation and, in my view, it is not necessarily the most correct. 

The first element supporting my point is the trivial observation that, unlike what happened during the sovereign debt crisis, NextGenerationEU did not require any derogation from the Treaties, being instead consistent with the existing complex institutional framework. 

Secondly, the institutional architecture of the Recovery and Resilience Facility seemingly rests on the same logical and rational grounds found in the European (macro)economic constitution. Evidence of this is found in both NextGenerationEU’s governance mechanisms, which – while introducing new elements of assessment – largely follow the legal and argumentative dynamics typical of the coordination of budgetary policies of member states, and the reference to the need to introduce specific instruments to protect the financial interests of the EU ‘in accordance with the general principles enshrined in the Treaties of the Union’. Finally, the provision of a ‘conditionality regime’ to protect the budget and the NextGenerationEU framework. 

This last element, beyond lexical differences, seems to hint at the possibility of obliging the beneficiary state of the funds to use the resources granted in specific ways to support the recovery and resilience of the national economic system according to a logic of ‘conditionality’ that does not seem to differ greatly from what was previously provided by the European Stability Mechanism (ESM) Treaty. 

***

It is therefore, in my view, more correct to believe that this new season of public interventionism does not conflict with the competitive economic order. The public intervention supporting recovery will have to be compatible with the free market and, therefore, be instrumental in achieving a progressive realignment of the domestic framework and the relevant socio-economic entities to the supranational economic and constitutional order. 

Should this be the case, the public intervention envisaged by NextGenerationEU would have to refrain from ‘market apparatus interventions capable of creating disruptions’ (i.e. generating free-riding phenomena or fuelling fiscal illusion) and pursue the sole aim of re-establishing the conditions for the proper operation of the competitive order of the market, rather than subverting it.

Compliant public intervention refers to the idea of a public intervention that is limited in time, inspired by the logic of subsidiarity and aimed not at occupying the spaces belonging to civil society but at supporting its initiative in an inclusive and not extractive logic, as a result of which the allocation of the benefits of public intervention may lead to redistribution rather than political rent. 

Once the issue has been defined in such terms, the discretionary power of governments on decisions concerning the use of the Recovery Fund means cannot be grounded in mere political logics. As a condition of the legitimacy of the relevant decision, they must instead come to terms with the reality of a complex system that, in order to be faithful to the principle of popular sovereignty, significantly restricts the margins of public intervention within the protective framework of fundamental rights (and therefore, of both the rights to freedom and the fundamental social rights) and, as to the procedures selected for the actual implementation of the paradigm of constitutional guarantees, with economic rationality. 

While missing the opportunity to promote consistent administrative reforms, failure to grasp this basic tenet forming the backdrop for the new age of public intervention would therefore mean running a very high risk of reciting, within national borders, a very different script from the one that the Commission and the ECB are preparing to play out. A risk which (in relation to Italy) could fatally jeopardise the opportunity offered by NextGenerationEU to rebuild our economic and productive system while promoting environmental sustainability and digitalisation. As part of this rebuilding, such conditions would be put in place that, once the emergency is over, dependency on the public sector (and, therefore, on public spending) may be reduced.

***

All these remarks lead me to believe that the economic measures that have been adopted in response to the pandemic, rather than signalling discontinuity with the economic and constitutional paradigm that characterised the response to the sovereign debt crisis under the banner of austerity policies, are simply a different response to the economic shock marked by the health emergency, within the same economic and constitutional paradigm. This testifies to its flexibility and ability to adapt to the relevant economic framework and, at the same time, to the need for a pragmatic approach to crisis management that the European Central Bank and, on this occasion, also the European Commission, have developed. 

         While there is continuity, however, the adopted economic measures would seem to bring this economic and constitutional paradigm to maturity and, at the same time, breathe new life into the democratic process and guide the financial system towards a sustainable and digital transition. The economic and financial phenomenon now seems bound to overcome the purely technical connotation that characterised the early stages of European integration, turning into a tool for the pursuit of European policies, i.e. a function of the political and social objectives that form the basis of NextGenerationEU. 

Public intervention in line with the market and the enhancement of the instrumentality of the financial system with respect to the pursuit of the political and social objectives defined within a shared process involving all stakeholders of the EU institutional framework produces a strengthening of the EU on a political and institutional level, offering a chance to significantly counter the ‘deconsolidation’ phenomena affecting European democracies in recent years.

***

The measures adopted by the EU in response to the pandemic and the public interventions functional to economic recovery, in addition to their value on a purely economic level, represent an opportunity to advance European integration in terms of the construction of a real European ‘Ordnungspolitik’, realigning the democratic systems of the Member States with respect to the European legal and economic framework. This in turn promotes the effective participation of citizens and economic and social stakeholders, real political competition, as well as the fight against information asymmetries and fiscal illusion. 

All this is aimed at guiding the behaviour of the various stakeholders in the European financial system (Member States and financial intermediaries) towards adopting cooperative strategies. Convergence between individual interests and general interests is encouraged and, through compliance with the rules protecting financial stability, it becomes possible to draw common benefits from the voluntary cooperation of all those involved in political, economic and social dynamics. The wellbeing of European populations can thus be promoted, as set out in Article 3 of the Treaty of the European Union. 

***

Thank you for your attention. 

Prof. Fabio G. Angelini, Uninettuno University of Rome

Towards a New Order? – The Constitutional Law after the pandemic 

11 novembre, dalle 15:00 – Aula 311, Università di Milano – 12 novembre, dalle 15:00 – Sala Rodolfi, Edificio U6, Università di Milano-Bicocca

Towards a New Order? – The Constitutional Law after the pandemic è il titolo del secondo incontro del network italo-americano promosso da costituzionalisti delle Università di Berkeley, Milano, Milano-Bicocca e Parma. Il colloquio rappresenta un’occasione di incontro e riflessione non solo tra studiosi italiani e statunitensi, ma altresì tra esperti di differenti discipline (giuristi, economisti, medici, politologi).
L’intento ambizioso dei promotori è infatti quello di provare a delineare quali reazioni e quali effetti la pandemia da covid-19 ha determinato, non solo nei confronti degli ordinamenti giuridici, ma altresì delle future politiche pubbliche e dei processi di integrazione sovranazionale. Se in Europa il “Next generation EU” sembra rappresentare una significativa trasformazione del progetto Eurounitario nei fini e nei rapporti istituzionali, non di meno, negli Usa la pandemia pare aver contribuito al contestuale avvio di nuove politiche volte al rilancio dell’economia e a una maggiore protezione sociale.

Il Prof. Fabio G. Angelini interverrà durante la sessione ‘Economic measures and regulations in response to Covid 19’ (12 novembre 2021, ore 15).

Presentazione del libro ” L’etica economica dei diritti. Paradigmi, principi, applicazioni” di Paolo Del Debbio

Oggi, mercoledì 6 ottobre alle 21, 32esimo appuntamento col ciclo #riflessioniincomune in cui presenteremo il libro “L’ETICA ECONOMICA DEI DIRITTI. Paradigmi, principi, applicazioni”, pubblicato da Rubbettino Editore insieme a Paolo Del Debbio, Markus Krienke e Fabio G. Angelini.

Ci vediamo in Sala Rivolta (VIA CAVOUR 66), su Zoom (https://us02web.zoom.us/j/83388687177) e in diretta sulla pagina Facebook del Comune di Lodi.

Registrazione disponibile su https://www.facebook.com/ComunediLodi/videos/241999791230848/